Tutti gli allenamenti che possono salvarti la vita, anche se non sono di autodifesa

La maggior parte delle volte che ci si ritrova coinvolti in una rissa o in un’aggressione non si è abbastanza preparati per tenere testa all’avversario, che, spesso, è molto più grosso e alto di noi o, magari, maneggia un’arma. Questo accade un po’ per paura e un po’ perché ci troviamo impreparati a far fronte a situazioni simili. Per questi motivi, ognuno di noi dovrebbe mettere in pratica degli allenamenti utili al fine di difendersi e salvarsi la vita.

Imparare a difendersi con le arti marziali

Quando pensiamo all’autodifesa, la ricolleghiamo spontaneamente alle arti marziali. Ne esistono di molti tipi differenti, ognuna delle quali insegna una propria tecnica di combattimento. È, quindi, bene scegliere quella più adatta al vostro caso. Per l’autodifesa “da strada” sono consigliati sistemi di combattimento come il Krav Maga, pensato per far fronte alle situazioni più imprevedibili e sfruttare al meglio i punti deboli dell’avversario per ottenere la vittoria. Esistono, poi, degli allenamenti più classici e conosciuti, come il Judo o il Jeet Kune Do e le Arti Marziali Miste, che uniscono diversi tipi di lotta.

Il problema delle arti marziali è che queste non possono essere apprese da un giorno all’altro, ma occorrono dei duri e costanti allenamenti, che possono proseguire per diversi anni. In realtà, non è possibile imparare una corretta tecnica di autodifesa in breve tempo, al contrario di quello che promettono alcuni corsi. Per imparare a difendersi occorrono anni di studio e pratica, ma esistono, tuttavia, dei modi un po’ più sbrigativi per reagire agli attacchi e portare a casa la pelle.

Fare allenamenti quotidiani e praticare sport

Ci sono degli allenamenti in grado di aiutarti a far fronte a delle vere e proprie aggressioni; anche questi non daranno subito i loro frutti, ma dovranno essere praticati con costanza. Partiamo col presupposto che lo sport non fa mai male e, se ne praticate uno, partite avvantaggiati. Tra questi sono compresi anche dei semplici esercizi in palestra, che contribuiranno a rafforzare i vostri muscoli e rendervi fisicamente pronti nel caso in cui siate costretti a sferrare un attacco.

È consigliato, inoltre, allenarsi a correre e, quindi, farlo costantemente ogni giorno. Questo vi sarà molto utile nel caso in cui il vostro avversario sia più grosso di voi e non abbiate nessuna possibilità di batterlo. In questo caso, non vi resterà che darvela a gambe più in fretta che potete! In realtà, con la corsa e molti tipi di sport è possibile sviluppare una maggiore agilità, che vi aiuterà ad aumentare la prontezza di riflessi durante il faccia a faccia con l’avversario. Così, sarà più facile evitare i suoi colpi e farlo stancare.

Riconoscere limiti e punti di forza

Conta molto concentrarsi sui propri punti di forza, quindi, se non siete particolarmente in forma e avete un corpo minuto, provate a sviluppare altre capacità, come, appunto, l’agilità. Lo stesso vale in un caso opposto: se non siete particolarmente agili e rapidi nei movimenti, allenate il vostro fisico in modo da reagire con la forza.

Insomma, ogni sport fa la sua parte in fatto di autodifesa e, oltre agli allenamenti, è altrettanto importante avere una giusta consapevolezza di sé e saper individuare i vostri limiti e punti di forza, così come quelli dell’avversario.

Guardati alle spalle: la tecnica numero uno per difendersi da un’aggressione

Molto spesso, quando si viene aggrediti è ormai troppo tardi per reagire e, in poco tempo, siamo diventati vittime dell’aggressore. La cosa fondamentale, in questi casi, è evitare dal principio di finire nelle mani del malintenzionato, ma come?  È molto semplice, basta solo usare un po’ di prevenzione e, quando cammini per strada, guardati alle spalle, perché il pericolo potrebbe nascondersi dove meno te l’aspetti.

Fatti accompagnare quando esci di casa ed evita le ore più buie

Al giorno d’oggi, essere vittime di un’aggressione è un’esperienza che, purtroppo, si è costretti ad affrontare in maniera sempre più elevata, a causa del continuo aumento della criminalità in Italia. Per evitare di diventare l’ennesima vittima, si può ricorrere ad alcune tecniche di prevenzione, in modo da non essere costretti a ritrovarsi faccia a faccia con l’avversario, ma allontanarlo fin da subito. Mentre cammini per strada, se avverti dei movimenti sospetti intorno a te, guardati alle spalle per cercare di capire se possa esserci qualcuno che ti sta seguendo. In molti casi, le violenze possono essere evitate identificando l’aggressore in anticipo, che, magari, si tratta di uno stalker che ha passato giorni a pedinarti per verificare tutti i tuoi spostamenti, prima di agire.

Ricordati che, per evitare un’aggressione, l’ideale sarebbe di non aggirarsi mai da soli, soprattutto in luoghi isolati e di sera. Se ci sono delle zone nella tua città famose per l’alto livello di criminalità o per essere poco trafficate, evita di attraversarle e, se proprio sei costretto a farlo, fatti accompagnare da un amico e da un’amica o, meglio, da un gruppo di più persone, in modo da intimidire l’avversario. È, inoltre, consigliabile evitare di andare in giro da soli di notte o la sera tardi, che rappresentano i momenti in cui è più facile essere aggrediti da un delinquente, senza che nessuno possa correre in vostro soccorso.

Guardati alle spalle e avvisa qualcuno se sospetti di essere seguito

Guardati alle spalle mentre cammini per strada e cerca di cogliere i segnali che potrebbero rappresentare quelli di un’ipotetica aggressione. Se ti accorgi di essere seguito, adotta delle tecniche per far allontanare l’avversario prima ancora che abbia avuto il tempo di avvicinarsi a te. Per esempio, se ti trovi da solo, potresti effettuare una chiamata a un qualunque tuo conoscente: vedendo che stai chiamando qualcuno, l’aggressore potrebbe insospettirsi e lasciar perdere. Se, per disgrazia, proprio quel giorno hai dimenticato il tuo cellulare a casa o al lavoro, fingi di portare qualcosa all’orecchio, che sia di dimensioni simili a un cellulare. Il malintenzionato, che ti guarda da lontano, potrebbe scambiarlo per quest’ultimo.

Tieni sempre a portata di mano le chiavi di casa o della macchina e verifica la presenza di intrusi prima di accedervi. Se ti senti in pericolo e vieni colto dal panico, la soluzione migliore è quella di chiedere aiuto: ricordati che fare l’eroe nella vita reale non è come nei film e, in alcuni casi, potresti rimetterci la pelle. Entra in un negozio o in un qualunque locale pubblico e avvisa il personale che temi di essere seguito. Nel peggiore dei casi, puoi affidarti alle forze dell’ordine, facendo una chiamata d’emergenza.

Jogging sicuro: come proteggerti quando vai a correre da sola

Fare jogging è sicuramente un modo per tenersi in forma, praticando un allenamento leggero, che può anche essere considerato come un momento di relax e divertimento, se accompagnate da delle amiche. Il problema è che, nonostante le vostre buone intenzioni, fare jogging sicuro sta diventando sempre più difficile, dove il fenomeno della criminalità è da considerarsi dietro l’angolo. Quali sono, allora, i metodi migliori per sentirsi tranquilli quando si va a camminare o a correre, senza rischiare di incorrere in pericoli inaspettati e in malintenzionati pronti ad approfittare di un vostro momento di distrazione?

Fare jogging accompagnati e in luoghi sicuri

Per fare jogging sicuro si rende necessario seguire alcune regole che vi tengano lontane dai criminali. Sono soprattutto le donne le più soggette ad aggressioni e, aggirarsi da sole in un parco, con le cuffie alle orecchie, potrebbe essere un buon modo per un malintenzionato di attuare il suo piano criminale. Se siete solite correre o passeggiare nei parchi, non importa a quale ora stiate praticando il vostro allenamento, perché un parco rappresenta il luogo che più attrae la delinquenza. Ovviamente, dipende da caso a caso, ma, se sapete che in quello che frequentate abitualmente si aggirano spesso persone sospette, perché correre il rischio? Piuttosto, fatevi accompagnare da un amica o, meglio ancora, da un amico, che possa intimidire i malintenzionati, o dal vostro fidanzato.

Praticare jogging sicuro dipende, quindi, soprattutto dalla scelta del luogo, che può essere più o meno adatto a seconda della situazione. Sicuramente, sono sconsigliate tutte quelle zone isolate, dove sapete esserci scarso traffico e quindi una maggiore possibilità di essere aggrediti senza che nessuno se ne accorga. Cerca di allenarti, ove possibile, nelle strutture adibite al jogging e, in mancanza di queste, prediligi luoghi trafficati, anche una pista ciclabile va bene, nonostante possa risultare scomodo.

In qualunque caso, sarebbe meglio essere accompagnati da un’amica o un amico oppure organizzare direttamente un allenamento in gruppi da 3 o 4 persone. Questa soluzione è l’ideale per tenere alla larga i malintenzionati e rendere anche più piacevole il jogging, potendo, nel frattempo, scambiare quattro chiacchere.

Alcune accortezze per fare jogging sicuro

Se proprio vi trovate costrette ad allenarvi da sole, occorre munirsi di tutti gli strumenti necessari a praticare jogging sicuro. Ovvero, telefono cellulare – tra l’altro, se possedete uno smartphone, esistono alcune app utili ad andare in soccorso delle donne in caso di pericolo –, documenti d’identificazione e indossate abiti colorati e dei dettagli catarifrangenti per essere visti da lontano. Potrebbe essere utile portare con sé anche un fischietto o uno spray al peperoncino, in modo da sentirsi più sicure e avere uno strumento in grado di attirare l’attenzione.

Ovviamente, esistono alcune ore in cui è maggiormente consigliato praticare sport come jogging o running. Soprattutto in inverno, prestate attenzione al momento della giornata in cui cala il sole. Avvenendo diverse ore prima rispetto all’estate, sarebbe meglio andare a correre nel primo pomeriggio, in modo da non ritrovarsi fuori quando è già buio. Lo stesso vale in estate, in cui è sempre consigliato non fare jogging di sera o quando è già calato il sole.

Come imparare ad usare lo spray al peperoncino facendo pratica con uno spray innocuo

Se stavate pensando di acquistare uno spray al peperoncino per la vostra difesa personale, dovete prima sapere che imparare a usarlo non è così facile come potrebbe sembrare e, soprattutto, che se usato in modo illegale vi porta a rischiare delle condanne per il suo abuso. Per questo, prima di decidere di ricorrere allo spray, è bene imparare quando e come usarlo e potete farlo facendo pratica con uno spray innocuo.

Corsi che insegnano il corretto uso dello spray al peperoncino

Per imparare a usare lo spray al peperoncino, potete servirvi della versione caricata con un liquido innocuo e che, quindi, anche se spruzzato su un vostro amico, familiare o su voi stessi, non causerà nessuna lesione. Questo tipo di spray viene spesso fornito durante i corsi finalizzati a insegnare come usare la bomboletta antiaggressione, in modo da non farne un uso improprio e imparare ad adoperarla correttamente. La teoria non basta e, grazie a una bomboletta caricata con un liquido inerte, sarà possibile fare anche della pratica, che risulta indispensabile per imparare al meglio come spruzzare il gas, che direzione fargli prendere e se lo stiamo facendo nel modo giusto.

Come sfruttare al meglio lo spray urticante

Per sfruttare al meglio le caratteristiche dello spray al peperoncino occorre, prima di tutto, averlo sempre a portata di mano. È inutile portarlo con sé se poi ci mettiamo dei minuti a cercarlo nella borsa. In quell’arco di tempo, il malintenzionato potrebbe facilmente compiere la sua azione criminale e ferirci, rendendo, così, la nostra arma di difesa del tutto inutile. Quando decidete di uscire di casa con lo spray antiaggressione, portatelo in tasca o in un posto facilmente accessibile. Esistono moltissime versioni di questo spray e in commercio ce ne sono delle dimensioni più mignon, adatte proprio a non dare nell’occhio.

Questo non significa, però, che dovete aggirarvi con uno spray al peperoncino in bella vista: se l’aggressore si accorgesse che ne possedete uno, cercherebbe sicuramente di sottrarvelo, usandolo, magari, contro di voi. Il risultato sarebbe che otterreste l’effetto opposto di quello desiderato. I corsi vi insegnano anche questi aspetti, ad essere rapidi nei movimenti e a mantenere la calma durante un’aggressione.

Inoltre, lo spray irritante deve essere usato a una certa distanza (di solito un metro), per evitare di causare danni peggiori di quelli descritti, rischiando di essere chiamati in causa. Sarebbe il colmo perdere una sentenza contro il proprio aggressore perché avete usato male lo spray, non trovate? Questo è un altro dei motivi per cui è sempre utile fare prima una certa pratica, usando, appunto, una bomboletta dal getto innocuo, cercando di capire quali effetti potrebbe avere se sostituito con uno urticante.

Allenarsi con uno spray dal getto innocuo

Potete allenarvi anche a casa, chiedendo a qualcuno di fare da “cavia” assicurandolo che non lo colpirete con il vero spray al peperoncino, ma con uno che simula il suo getto, ma non gli effetti. È sempre consigliato, però, affidarsi a dei corsi professionali, grazie ai quali potrete imparare molti altri segreti sull’uso e l’abuso dello spray antiaggressione e diventare dei veri professionisti!

Come evitare l’attacco di un cane

Sui giornali o in televisione si sente spesso di persone e bambini rimaste vittime di attacchi da parte di cani di grossa taglia e aggressivi di natura, che non hanno esitato a mordere, causando danni gravi. Molto spesso, però, non è colpa del cane e, magari, siamo stati noi a stuzzicarlo, anche involontariamente, portandolo ad attaccarci. Quindi, non è sempre giusto dare la colpa all’animale, il quale possiede un istinto predatore che continua a risiedere in lui e che non è possibile cancellare, ma tentare di rendere più pacifico reagendo in una certa maniera. Allora, come è possibile evitare l’attacco di un cane? Semplice, seguendo alcune regole!

I cani sono degli animali predatori

Come abbiamo accennato, i cani sono degli animali predatori. Avete mai visto un gatto che insegue un cane? Se avete risposto di sì, buon per voi, perché non è un evento da tutti i giorni. Di solito, accade il contrario e, non a caso, alcune razze vengono usate durante la caccia o dai corpi di polizia, per contribuire a smascherare dei criminali. L’attacco di un cane avviene, quindi, come semplice risposta al suo istinto e ogni razza lo possiede, l’unica differenza è che è difficile che un Chihuahua ci ferisca gravemente, mentre un Rottweiler è il classico cane, spesso descritto come uno dei più aggressivi, che potrebbe seriamente compromettere la nostra salute, se decide che noi siamo diventati la sua preda.

Mai disturbare un cane e aggredirlo senza motivo

Ma l’attacco di un cane non avviene per puro caso e, a parte cercare di evitare quelli grossi, ci sono alcune regole da seguire, per evitare che il nostro comportamento spinga l’animale a ferirci. Una regola che dovrebbe essere sottintesa è quella di non attaccare mai per primi. La maggior parte delle persone si diverte a istigare un animale, venendo, poi, giustamente, attaccata da quest’ultimo. E sapete come finisce la storia? Che il cane, che non ha fatto altro che difendersi da un’aggressività immotivata, viene soppresso.

Ma, a volte, capita anche che l’attacco di un cane risulti fatale e non è sempre sottinteso che voi la facciate franca. Allora, evitate di mandare l’animale su tutte le furie, tirandogli delle pietre, prendendolo a bastonate, borsettate o rompendogli le scatole in qualunque modo. Dite ai vostri bambini di non avvicinarsi troppo a un certo tipo di razze e di non giocare con loro, poiché, i bimbi più piccoli, spesso risultano bravissimi a disturbare gli animali con la scusa di voler giocare con loro.

Evitare di scappare e di guardare l’animale negli occhi

Un altro importantissimo consiglio, nel caso in cui veniate presi di mira da un cane che vi risulta essere particolarmente feroce, è quello di non scappare. Questo, purtroppo, è il peggior errore che si possa commettere, perché non fa altro che attivare il suo istinto predatorio che lo spinge a inseguirvi. Piuttosto, rimanete immobili attendendo che la bestia si calmi o camminate a passo lento, come se fosse tutto normale.

Ricordatevi, inoltre, di non guardare mai l’animale negli occhi, poiché questo viene tradotto come una sfida, pertanto, è facile che tenti di rispondere attaccandovi. Potete comunque tenerlo sotto controllo distogliendo lo sguardo ogni tanto, magari guardando un po’ in giro, o sbattendo ripetutamente le palpebre. Questo, nella maggior parte dei casi, verrà preso come un segnale amichevole.

Cosa fare in caso di stalking: 5 consigli

Le persone vittime di stalking sono molte più di quanto si pensi e, molte di loro, si nascondono nell’ombra, succubi del loro stalker e senza alcuna capacità di reagire, magari, nel peggiore dei casi, completamente ignorate dalla polizia. Può capitare veramente a chiunque di diventare vittima di un pedinatore e il problema maggiore è che, nella maggior parte dei casi, non ce se ne rende nemmeno conto, fino a quando non è troppo tardi. In realtà, i segnali di un pedinamento sono sempre piuttosto evidenti e, a volte, basta solo l’istinto per poterlo riconoscere. Se anche tu sei vittima di stalking e non sai come comportarti, segui questi 5 consigli.

1.      Non permettere allo stalker di rintracciarti

Se ti accorgi di essere pedinato, cerca di mantenere il più possibile le distanze dalla persona che sospetti stia agendo sotto forma di stalking. Quando rientri a casa fai sempre una strada diversa, soprattutto se sei solito tornare a piedi o in bicicletta. Quando possibile, usa la macchina o fatti accompagnare da un amico o un collega, in modo da non essere solo e renderti meno rintracciabile.

Quando esci di casa, controlla sempre la via, assicurandoti che non si stia nascondendo nessuno nei paraggi. Ricordati di non fare mai sapere allo stalker dove abiti, altrimenti potrebbe presentarsi sotto casa e molestarti senza tregua.

2.      Cambia numero di telefono, e-mail, ecc.

Se il molestatore è entrato in possesso del tuo numero di cellulare, della tua e-mail o del nome che utilizzi su dei profili social, bloccalo dagli stessi e segnalalo come spam nelle e-mail. In alternativa, puoi direttamente cambiare numero di telefono, e-mail o cancellare i vari profili, in modo di essere sicuro di non essere più importunato dalla persona in questione. Ricordati, però, di conservare ogni eventuale conversazione avvenuta con lui, che potrà essere usata in futuro come prova.

3.      Assicurati che i tuoi familiari siano al sicuro

Quando si rimane soggetti di stalking, è importante assicurarsi che non venga coinvolta anche il resto della famiglia. Questo tipo di persone potrebbe, infatti, decidere di rapire o fare del male a un tuo amico o familiare nel caso in cui tu non risponda alle sue richieste. Accompagna sempre i tuoi figli a scuola controllando che entrino nell’istituto e resta costantemente in contatto con il resto della famiglia.

4.      Non permettere allo stalker di spaventarti

Sii chiaro/a con il tuo stalker e digli una volta per tutte che non vuoi più essere molestato da lui. Sembra un approccio banale, ma con un po’ di calma e sangue freddo potresti anche convincerlo a smettere di importunarti. L’importante è non lasciargli mai una porta aperta, mettendo in chiaro che non sei minimamente intenzionato ad avere qualcosa a che fare con lui.

5.      Parlane con qualcuno

Non tenere segreta la tua situazione, il modo migliore per uscirne è sempre parlarne apertamente. Se non te la senti di rivolgervi personalmente alle forze dell’ordine, puoi discuterne con una persona di cui ti fidi e, eventualmente, farti accompagnare da lei a fare la denuncia. L’importante è non tenerlo mai segreto, chiudendoti nel tuo guscio, perché questo è il modo peggiore per affrontare una situazione di stalking.

Corsi di autodifesa, sono davvero utili nel caso l’aggressore è armato?

I corsi di autodifesa stanno andando sempre più di moda negli ultimi tempi e ciò è una conseguenza dell’aumento di criminalità nel nostro Paese e, se le forze dell’ordine non sono in grado di difendere i propri cittadini, allora questi devono pensarci da soli, ricorrendo a degli insegnamenti professionali che possano dare un quadro generale sulla difesa personale, insegnandoci a difenderci da aggressioni da strada. E, in queste, sono comprese anche le armi; che siano da fuoco o altre, quali coltelli, bisogna essere in grado di far fronte a un simile attacco e per farlo, spesso e volentieri, ci affidiamo ai corsi di autodifesa. Ma sono veramente in grado di insegnarci come difenderci da un aggressore armato? La risposta è “dipende”.

Saper riconoscere i corsi di autodifesa onesti dalle truffe

I corsi di autodifesa sono molto utili per tutti coloro che vogliono apprendere le principali tecniche nel più breve tempo possibile e senza troppi rigiri di parole. La maggior parte di questi promette di farti diventare un superuomo o una superdonna in appena poche ore e rappresentano proprio quelli che dovete evitare. Quando si decide di iscriversi a un corso di difesa personale bisogna confrontare le varie proposte ed essere in grado di riconoscere quelle che fanno al caso nostro. Quindi, se abbiamo bisogno di imparare a difenderci da un aggressore armato, dovremo cercare un insegnamento che ci porti ad apprendere le basi per farlo.

Perché prima abbiamo detto “dipende”? Perché non tutti i corsi sono adatti all’insegnamento contro le armi e altri non sono proprio adatti in generale, trattandosi di truffe. È, quindi, necessario saper riconoscere, prima di tutto, queste ultime, in modo da escluderle completamente tra le nostre opzioni. Non è così difficile, poiché, in generale, si tratta di corsi che durano poche ore e che promettono di imparare chissà cosa in un tempo veramente breve. Ma, al contrario, non imparerete a difendervi a mani nude, né tantomeno contro le armi.

Difendersi da un aggressore a mano armata non è un’impresa impossibile e te lo insegnano i corsi

Una volta smascherati i corsi truffaldini, bisogna leggere bene la presentazione dei diversi corsi di autodifesa adibiti nella vostra città. Quelli che insegnano a difendersi dalle armi (che dovrebbero essere la maggior parte) lo dichiarano apertamente e, in ogni caso, è possibile chiedere presso le diverse strutture. Ma come è possibile che dei semplici corsi siano in grado di fornirci la conoscenza su come reagire a un attacco armato? In realtà, non è così impossibile come possa sembrare, dal momento che già molte arti marziali insegnano delle tecniche incentrate a disarmare l’avversario a distanza ravvicinata e che sia in possesso di una pistola o di un coltello.

Per questo motivo, qualunque corso di autodifesa serio sarà in grado di farvi apprendere delle tecniche per contrastare gli attacchi a mano armata. Per esempio, in caso di coltello, si deve afferrare in tempo il polso dell’avversario e spingerlo nella direzione opposta, mettendo in pratica, nel frattempo, altre tecniche per fermarlo. Imparare a difendersi da criminali muniti di armi non è un’impresa impossibile, ma necessita un duro allenamento e moltissima pratica. Solo grazie a questa si può imparare a far fronte a diversi tipi di attacco e avere la meglio sull’avversario.

Autodifesa per uomini e donne: cosa cambia?

Sicuramente, se vi siete mai approcciati al mondo dell’autodifesa e avete seguito dei corsi specifici, vi sarete chiesti perché, nella maggior parte di questi, le classi sono divise in uomini e donne. Per quale motivo non tutti i corsi di autodifesa insegnano a difendersi sia agli uomini che alle donne? Questi sono sempre stati descritti come molto differenti tra di loro, un’affermazione che, molto spesso, suona come discriminatoria. Ma non è questo il caso, poiché l’autodifesa per uomini e donne deve, effettivamente, essere insegnata in un modo diverso all’uno e all’altra, dal momento che possediamo caratteristiche differenti e non tutte le tecniche potrebbero essere adatte ad entrambi i generi.

Gli uomini sono fisicamente più forti delle donne

Le donne sono da sempre definite come il sesso debole e, almeno nella lotta, potrebbe essere in parte vero. Mentre gli uomini sono più rudi di natura e hanno una forza muscolare maggiore, rispetto al genere femminile, e che consente loro di essere più preparati in situazioni di pericolo, una donna non sempre possiede queste caratteristiche. Bisogna mettersi l’anima in pace e accettare che le donne sono fisicamente più deboli rispetto agli uomini e per loro è più difficile respingere un attacco violento. Questo, ovviamente, riguarda uno scontro tra un uomo e una donna, dove, in teoria, il primo dovrebbe avere la meglio sulla seconda, possedendo una forza fisica maggiore.

Cosa insegnano i corsi di autodifesa femminile

Per i motivi sopracitati, è necessario fare una chiara distinzione nell’autodifesa per uomini e donne e scegliere un corso che si dimostri adatto alle nostre esigenze. Ne esistono di molti dedicati solo al genere femminile e che hanno un approccio completamente diverso alla difesa personale. Solitamente, questi si basano sullo sfruttare altre caratteristiche nelle donne al di là della forza fisica. Infatti, esistono molti altri modi per difendersi da un attacco e prevenirlo.

Nella maggior parte dei casi, ci si basa sull’agilità e la rapidità dei movimenti, allenando anche il nostro livello di attenzione e la capacità di intuire quando un avversario sta per colpire, prevenendone, così, l’attacco. Si tratta di insegnamenti adibiti a essere appresi in tempi rapidi e con una certa facilità, in modo da essere adatti veramente a chiunque.

Cosa accomuna l’autodifesa per uomini e donne

L’unica cosa che accomuna l’autodifesa per uomini e donne è ciò che li spinge ad imparare delle tecniche. Entrambi vogliono essere capaci di respingere una violenza, dal momento che queste possono avvenire veramente nella vita di tutti i giorni e quando meno te lo aspetti. Ma, anche qui, c’è una sostanziale differenza: mentre gli uomini è più facile che vengano aggrediti da sconosciuti per essere rapinati o per una pura e ingiustificata violenza gratuita, le donne potrebbe essere vittime di violenze in qualunque luogo e momento della giornata e con scopi differenti (abusi sessuali, discriminazione…).

Questa è una differenza sostanziale, perché è stato rilevato che la maggior parte delle donne vengono aggredite da persone conosciute. Il che significa che devono essere in grado di difendersi da chiunque e in qualunque momento. I corsi specifici per l’autodifesa femminile insegnano proprio questo, permettendo alle ragazze di apprendere delle tecniche per difendersi nella propria vita quotidiana.

Autodifesa online: come proteggersi dagli aggressori nel web

In questo mondo tecnologico, in cui per ognuno di noi è presente una realtà virtuale alternativa a quella che viviamo tutti i giorni, purtroppo, è diventata estremamente facile anche la diffusione della violenza sul web. Si può trattare di cyber-bullismo o pedofilia e, qualunque sia la natura di queste aggressioni, sono sempre di più le vittime che si sentono nei giornali o in televisione essere rimaste coinvolte in esperienze analoghe Alcune di loro, purtroppo, non ce l’hanno fatta a sopportare la situazione stressante, ponendo fine alla loro vita. Per questo motivo, è indispensabile conoscere l’autodifesa online, in modo da potersi difendere da questi aggressori del web e riprendere in mano la propria vita.

La violenza che si adatta al web: come riconoscere e prevenire le aggressioni online

Esistono molte forme di violenza online e si tratta, semplicemente, di un’evoluzione della classica violenza da strada, che si è adattata all’avvento di nuove tecnologie che permettono a chiunque di mettersi in contatto con sconosciuti e agire senza essere controllati. Perché è questo il vero problema di internet: il controllo. Purtroppo, non sempre è possibile seguire ogni movimento del proprio figlio, così come nella vita reale, e questo, soprattutto se di giovane età, può incappare in siti pericolosi e in persone che potrebbero approfittarsi della sua innocenza.

Per proteggere i propri figli da certe situazioni e praticare la propria autodifesa online ci si può servire proprio della tecnologia per impedirli di accedere a certi siti e si può verificare la cronologia per capire quali piattaforme hanno visitato. L’importante è essere sempre presenti e assicurarsi che non passino troppo tempo davanti al computer o al cellulare. Inoltre, i segnali del bullismo sono sempre facilmente riconoscibili dai comportamenti di una persona, basta solo prestarle un po’ più di attenzione e, in questo modo, sarete in grado di riconoscerli e prendere degli adeguati provvedimenti.

Cyber-bullismo: come proteggersi con l’autodifesa online

I casi che si sentono più spesso sono quelli di cyber-bullismo, attraverso il quale si avvia una vera e propria persecuzione, con tanto di insulti e minacce, verso la vittima più debole e che non è in grado di reagire. Non è altro che la versione sul web del bullismo e, per evitarlo fin da subito, bisognerebbe evitare di frequentare certi siti, blog e forum e inimicarsi alcune persone. Se proprio non siete riusciti a scampare al cyber-bullismo e siete stati presi di mira dai bulli in rete, dovete assolutamente ricorrere all’autodifesa online ed evitare che la situazione degeneri.

Provate a essere convincenti con il bullo, facendogli capire che con voi c’è poco da scherzare. Se questo agisce per e-mail o sul vostro cellulare, segnalate i suoi messaggi come spam e bloccate il numero. Ricordatevi, però, di conservare sempre i messaggi che vi ha inviato come prova. In ogni caso, la soluzione migliore resta sempre quella di parlarne apertamente con qualcuno di cui vi fidate e denunciare al più presto il criminale.

Difendersi dalla pedofilia e dai ricatti con l’autodifesa online

Esiste, poi, anche il problema della pedofilia e di aggressori che potrebbero ingannarvi per avere degli incontri con voi o ottenere delle foto. Dovete sempre fare attenzione con chi parlate e mai mostrarvi confidenziali fin da subito, evitando di mandare foto personali che potrebbero essere usate come oggetto di ricatto.

Che cosa contiene davvero la bomboletta al peperoncino?

Lo spray al peperoncino è sempre più diffuso al giorno d’oggi per via delle continue minacce che siamo costretti a subire e delle possibili aggressioni che ci attendono una volta aperta la porta di casa. Bisogna realizzare che il nostro Paese sta cambiando e non è più formato da strade sicure come un tempo ed occorre agire di conseguenza, servendosi dell’uso di una bomboletta al peperoncino. Ma, quando ne avete acquistata una, vi siete chiesti cosa contenesse veramente? Cos’è che causa quei temibili effetti negli avversari?

Capsaicina: cos’è e come viene ottenuta?

Lo spray antiaggressione può essere venduto in diversi tipi di negozio: dai supermercati, alle farmacie, fino alle armerie. Se ne possono trovare di diversi tipi anche online, quindi, ormai, è diventato semplicissimo procurarsene uno. Tra le regole stabilite per la vendita, ci deve essere la dichiarazione degli ingredienti sulla bomboletta al peperoncino. Tra questi, il principale, quello che costituisce lo spray in sé, così come i suoi effetti, è l’Oleoresin Capsicum o Capsaicina.

Questa sostanza fa parte dei frutti delle piante Capsicum, una sottocategoria delle piante del peperoncino. Per ottenere l’estratto di Capsaicina bisogna macinare i frutti ed estrarlo con un solvente (di solito etanolo), ottenendo, tramite evaporazione dello stesso, la resina. Infine, vengono aggiunte altre sostanze al prodotto che sarà contenuto nella bomboletta al peperoncino e, di solito, si tratta di semplice acqua o di glicole propilenico, che si tratta, appunto, di un liquido dagli effetti acquosi. Per ultima cosa, il tutto viene pressurizzato, in modo da ottenere lo spray finale.

Norme da rispettare per l’uso della bomboletta al peperoncino

Abbiamo visto quali sono gli ingredienti che servono a ottenere un perfetto spray al peperoncino, esistono, però, alcuni dettagli indispensabili per renderlo legale. Questo strumento è stato legalizzato ufficialmente in Italia solo da pochi anni e, per essere messo in vendita e poter essere utilizzato regolarmente, deve dimostrare di rispettare alcune norme imposte dalla legge.

Innanzitutto, bisogna porre una particolare attenzione alla percentuale degli ingredienti presenti nello spray. In particolar modo, l’Oleoresin Capsicum deve essere contenuto per un massimo del 10% nella miscela e la Capsaicina non deve superare il 2,5%. Inoltre, il contenuto della miscela può raggiungere un massimo di 20 ml. Oltre alla tipologia di ingredienti, risulta, quindi, indispensabile accertarsi della loro percentuale contenuta nella bomboletta al peperoncino, la quale, se superasse un certo limite, diventerebbe illegale e, anche nel caso in cui foste dalla parte della ragione, potreste essere comunque chiamati in causa per aver usato un prodotto contro la legge.

Effetti provocati dall’Oleoresin Capsicum

Questa particolare sostanza, che è l’Oleoresin Capsicum, dà origine a tutti gli effetti irritanti causati dallo spray antiaggressione. Tra questi vediamo un intenso bruciore a occhi e bocca nel malcapitato, che resterà cieco (non potendo aprire gli occhi) per qualche minuto. Inoltre, se ingerito, lo spray al peperoncino può causare dei forti problemi respiratori, che, se coinvolgono persone anziane o bambini, possono rischiare l’insorgere di conseguenze gravi. Questo è uno dei motivi per cui bisogna sempre usare la bomboletta al peperoncino con una certa responsabilità e assicurarsi di non star danneggiando nessuno senza un valido motivo.